Kink Tail

Il nodo alla coda o Kink Tail è presente in tutte le razze feline. E’ il risultato di due vertebre che si saldano formando un angolo od un uncino. E’ dovuto ad un gene recessivo ereditario che può rimanere nascosto per generazioni, e compare solo a seguito dell’accoppiamento tra due soggetti portatori. Non comporta nessuna diminuzione della qualità della vita del gatto e non è collegato a nessuna altra anomalia, è solo un difetto estetico e squalificante per le esposizioni feline.

Il “nodo alla coda” o “Kink Tail” è un difetto “genetico” in quanto è causato da un gene recessivo (k) e riappare solo se facciamo riprodurre fra loro due soggetti portatori, cioè entrambi i genitori hanno nel loro corredo genetico questo gene recessivo (k).

Per eliminare questo difetto dall’allevamento si dovrebbe ricorrere al “test cross”. Questo test serve a scoprire se il nostro riproduttore è portatore o meno di questo gene recessivo.

Per esempio, voglio scoprire se il mio riproduttore è KK, quindi non portatore del gene responsabile di questa anomalia, o Kk, portatore del gene responsabile di questa anomalia. Quindi devo far accoppiare il mio riproduttore con un soggetto che manifesta il difetto (kk).

Se tutti i figli che nasceranno da questo accoppiamento nascono “sani”, probabilmente il mio riproduttore è KK se nasce anche un solo figlio con il difetto (kk) vuol dire che il mio riproduttore è un portatore del gene recessivo k. Naturalmente più elevato è il numero degli accoppiamenti e conseguentemente il numero dei figli più attendibile è il test

La natura recessiva del gene determina il seguente meccanismo di trasmissione.

Di conseguenza, solo i soggetti omozigoti recessivi (kk) manifestano fenotipicamente la coda a nodo, ma evitarne l’uso in riproduzione non risolve il problema, che è rappresentato dai “carriers” eterozigoti. Tali individui infatti non manifestano il Kink Tail, ma sono portatori e trasmettono alla loro progenie tramite i gameti (quindi con una probabilità del 50%) l’allele mutato k. Pertanto ammettendo che un allevatore eviti di utilizzare in riproduzione soggetti che manifestano il “Nodo alla Coda” solo tramite una attenta, e trasparente, analisi statistica delle riproduzioni riesce ad evitare l’inserimento di soggetti eterozigoti all’interno del proprio ciclo riproduttivo di allevamento.

Anche se esistono test molto cari e svolti prevalentemente in laboratori esteri in grado di accertare la “mappa cromosomica” del felino e quindi tale da garantire l’assenza del difetto nel proprio patrimonio genetico.

Purtroppo ancora molto poco in termini di diffusione nella consapevolezza del problema viene fatto sia da parte degli allevatori, dei veterinari e delle stesse associazioni feline nazionali. Di fatto si punta ad escludere dalla riproduzione i soggetti che presentano il problema, ma resta il fatto che gli stessi genitori di quel gatto sono portatori del genotipo Kk e pertanto anche se accoppiati con un gatto non portatore del genotipo trasmetteranno ai propri altri discendenti in caso di cuccioli omozigoti con una probabilità del 33% ed in caso di eterozigoti del 67% .

E’ quindi sui carriers che si deve concentrare l’attenzione di ogni buon  e serio allevatore, che dovrebbe escludere dalle proprie linee riproduttive al manifestarsi del problema non solo i cuccioli di tale cucciolata (bloccandone i pedegree e vincolando la sterilizzazione al momento della cessione del cucciolo ad un altro proprietario) ma SOPRATTUTTO sterilizzando la fattrice ed il riproduttore genitori di quel cucciolo ed eventualmente le loro linee ascendenti ancora presenti in allevamento. Avvertendo gli eventuali nuovi proprietari di quei gatti della possibilità che si determini la situazione sopraccitata.

Purtroppo però, e lo sappiamo bene per esperienza diretta molti allevatori amatoriali lo sono solo di nome, in realtà pensano prima al profitto e poi ai propri amici a 4 zampe, ed al bene della razza che si stanno impegnando a far conoscere e progredire.

Un cucciolo con il pedegree bloccato e con il vincolo della sterilizzazione non può essere venduto allo stesso prezzo di un cucciolo integro, e per alcuni allevamenti che “campano” prevalentemente sull’attività riproduttiva di uno/due “stallone/i” e tre/quattro fattrici, significa prima di tutto un danno economico, davanti al quale, anche con il silenzioso assenso delle associazioni feline, che non si sono mai impegnate ad una “pulizia” e ad una crescita culturale degli allevamenti a loro associati, si preferisce tacere ed andare oltre rischiando in questo modo di compromettere significativamente le qualità della razza felina a cui ci si è dedicati.

Il Kink Tail in alcuni casi e riscontrabile alla palpazione delle vertebre della coda solo dopo i 6 mesi in alcuni casi anche verso il primo anno di età (dipende dallo sviluppo del gatto):

· non credete a chi vi dice che forse gli avete inavvertitamente chiuso la coda in mezzo alla porta, se fosse capitato ve ne sareste accorti, il gatto non sta zitto, ne avreste sentito i lamenti, da una radiografia vi sarebbero evidenti gli esiti della calcificazione della eventuale frattura (esattamente come nell’uomo, il cosiddetto callo osseo si vede anche dopo ventenni.)

· non credete a chi vi dice (allevatore e talvolta anche i veterinari – l’ignoranza e/o la malafede non hanno limite) che il cucciolo può essere la manifestazione di una mutazione genetica in fase di gestazione, NON E’ POSSIBILE !!! Se si tratta di nodo alla coda vuole dire che i genitori erano portatori del genotipo Kk e quindi come tali da escludere dalla riproduzione.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *