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FELV

FELV (tratto da www.gattolandia.com )

Il Virus della Leucemia Felina (FeLV) può causare una serie di malattie e alla lunga portare alla morte il gatto. Il contagio tra un gatto infetto ed un gatto sano avviene primariamente attraverso il contatto naso – naso o attraverso la saliva infetta. Questa è un’evenienza molto probabile durante le lotte che avvengono tra gatti selvatici e non o durante l’accoppiamento; urina contaminata, sangue, e feci sono ulteriori fonti di infezione. Il virus può attraversare la placenta ed infettare i gattini mentre sono ancora nell’utero della madre o in seguito durante l’allattamento. Le conseguenze dell’infezione da FeLV varia da gatto a gatto. Non tutti i gatti esposti al Virus della Leucemia felina sono infettati. In base a ciò si può suddividere la popolazione in tre raggruppamenti: Il 1° raggruppamento comprende il 30% circa dei gatti: essi pur se esposti al virus non vengono infettati. Ciò può essere verosimilmente dovuto a una maggiore resistenza al virus magari ereditaria o perché l’esposizione al virus non è sufficiente. Il 2° raggruppamento (comprendente anche in questo caso il 30% circa di gatti esposti) comprende i gatti che sono infettati dal virus. Questi gatti sviluppano una malattia FeLV-riferita e l’83% circa muore nel giro di 3 – 4 anni . Il 3° raggruppamento (il rimanente 40% di gatti esposti) comprende animali che sviluppano un’infezione transitoria: in molti casi essi possono negativizzarsi entro un anno dall’infezione in altri casi rimangono portatori sani a vita con scarsa possibilità di sviluppare una malattia FeLV-riferita. Il virus provoca gravi danni a carico del sistema immunitario del gatto per cui la sintomatologia di un gatto infetto è assolutamente aspecifica. Un gatto infetto è estremamente suscettibile a qualsiasi tipo di infezione: respiratoria, orale, della pelle oppure ci possono essere problemi all’apparato digerente , urinario ed anche forme tumorali o anemiche. Si utilizza un test che, attraverso il siero o sangue del gatto, rivela la presenza di anticorpi nei confronti del Virus. Viene effettuato prima di cominciare il ciclo vaccinale nei confronti della FeLV o comunque tutte le volte che il veterinario sospetta dalla sintomatologia che il gatto possa essere FeLV positivo. La vaccinazione è fortemente raccomandata viste le conseguenze devastatrici di questa malattia. La prima vaccinazione si effettua ad 8 -12 settimane ed è seguita da un richiamo dopo 20 giorni circa. Poi ogni anno sarà sufficiente effettuare una sola inoculazione che potrà essere sfalsata o non rispetto al richiamo annuale nei confronti della altre malattie virali. La vaccinazione così effettuata dà però una protezione che è di poco inferiore al 95%, per cui devono essere prese altre misure preventive. La più importante di queste misure è tenere il gatto in casa o comunque nelle immediate vicinanze, lontano da colonie di gatti potenzialmente infetti e ciò è facilmente realizzabile castrando i gatti maschi (che percentualmente sono molto più colpiti delle femmine se non vengono castrati) e sterilizzando le femmine.

FIV

FIV (tratto da www.gattolandia.com )

 

Il virus dell’immunodeficienza felina (FIV) è considerato un retrovirus. Appartiene alla stessa famiglia del Virus della Leucemia Felina (FeLV) e del virus dell’immunodeficienza umana (HIV- il virus responsabile dell’AIDS). Questo retrovirus attacca il sistema immunitario rendendo il gatto incapace di reagire a varie infezioni ed alle neoplasie. I retrovirus sono peculiari per ogni specie. Ciò significa, più semplicemente, che un retrovirus felino come il FIV infetterà unicamente i gatti, così come uno umano con l’HIV infetterà solo gli esseri umani. I retrovirus sono fragili e quindi vengono facilmente inattivati da raggi ultravioletti, calore e detergenti.

A differenza di FeLV, FIV non si trasmette con un prolungato e stretto contatto. Poiché si trova nella saliva, il virus viene inoculato attraverso le ferite da morso. La trasmissione dell’infezione nell’utero o attraverso il latte è molto rara. Si può verificare se la gatta viene infettata durante la gestazione o l’allattamento. Le gatte già infette dal FIV prima della gravidanza di solito partoriscono gattini non infetti. Il virus si trova nei gatti domestici di tutto il mondo ed infetta anche felini selvaggi come i leopardi delle nevi, i leoni, le tigri, i giaguari, le pantere e le linci rosse della Florida. Benché sia stato isolato solamente nel 1987, è noto che FIV esiste da molto tempo. L’infezione è molto comune nei gatti che vivono fuori casa o che sono liberi di girovagare. I gatti maschi sono 2 volte più colpiti delle femmine. Infatti, i gatti liberi di girovagare hanno più probabilità di altri di contrarre l’infezione, essendo maggiormente esposti al rischio di ferite da morso. Diversamente da FeLV, nei rifugi per gatti l’infezione da FIV è rara in proporzione alle ferite da morso che ci si aspetterebbe in un luogo simile.

L’infezione da FIV nei gatti,come quella da HIV negli esseri umani, è caratterizzata da tre stadi. Quello iniziale o acuto dell’infezione da FIV è spesso caratterizzato da febbre, linfonodi gonfi e predisposizione ad infezioni della pelle o dell’intestino. Questo stadio generalmente si sviluppa alla quarta – sesta settimana dopo l’esposizione al virus. Il secondo stadio è latente, non si notano i sintomi della malattia, e può durare per molti anni, durante i quali il sistema immunitario può essere lentamente cancellato. Quando l’immunodeficienza diventa grave, si sviluppa il terzo stadio dell’infezione. Il terzo stadio è quello terminale e si riscontra più comunemente nei gatti tra i 5 e i 12 anni (FeLV colpisce gatti tra 1-5 anni). Durante questo stadio clinico terminale, il sistema immunitario del gatto non funziona correttamente dal momento che il virus ne ha ucciso le cellule essenziali. Pertanto, gli animali nel terzo stadio della malattia sono particolarmente predisposti alle infezioni, di solito croniche, che possono essere batteriche, da miceti o da parassiti. Spesso sono causate da microrganismi che normalmente non causano gravi malattie nei gatti, ma il sistema immunitario ormai limitato non riesce a contrastarle, per cui si determina la proliferazione dell’infezione che si moltiplica rapidamente causando la malattia. Queste si definiscono infezioni “opportunistiche”. Inoltre, si possono riscontrare infezioni croniche delle vie aeree superiori, infezioni intestinali e patologie della cute e delle orecchie; si possono sviluppare alcuni tipi di neoplasie (i ricercatori stanno cercando di determinare come FIV viene coinvolto). Altri gatti possono mostrare sintomi neurologici, benché gli effetti di FIV sul sistema nervoso felino siano generalmente minori di quelli dell’HIV sul sistema nervoso umano. Si può avere un’anemia conseguente ad un’infestazione parassitaria. Quando il gatto si trova in uno stadio avanzato della malattia, l’aspettativa di vita non è superiore ad un anno.

I gatti con infezione da FIV possono mostrare sintomi non specifici come apatia, perdita di appetito, febbre, linfonodi gonfi (linfoadenopatia) e perdita di peso. I sintomi dell’infezione da FIV e FeLV sono molto simili. Infezioni orali: le infezioni orali croniche possono svilupparsi approssimativamente nel 50% dei gatti colpiti da una malattia FIV-correlata. I gatti possono mostrare dolore alla palpazione del muso, hanno difficoltà a mangiare o rifiutano il cibo, e possono emanare dalla bocca un cattivo odore. Tali infezioni possono essere difficili da controllare. Le infezioni orali sono più comuni nei gatti con infezione da FIV che da FeLV. Malattie respiratorie: Approssimativamente il 30% dei gatti infetti da FIV presenta patologie croniche delle vie aeree superiori accompagnate da frequenti starnuti e da scolo nasale. Questi sintomi possono essere dovuti ad infezioni croniche da herpesvirus felino (rinotracheite) o calicivirus. In alcuni gatti può svilupparsi la polmonite, causando tosse e difficoltà respiratorie. Malattie oculari: insieme ai sintomi dell’interessamento delle vie aeree superiori, i gatti possono presentare anche manifestazioni oculari come arrossamento degli occhi, scolo e intorbidamento della cornea. Inoltre, talvolta si possono riscontrare dei glaucomi. Malattie gastrointestinali: la diarrea cronica è presente nel 10- 20% dei gatti con infezione da FIV. Questa patologia può infatti essere provocata dalla presenza di neoplasie, infezioni batteriche, infestazioni parassitarie o dallo stesso FIV. Infezioni della cute e dell’orecchio: le infezioni ricorrenti o croniche della cute e delle orecchie possono essere il primo sintomo dell’infezione da FIV. A causa dell’immunodeficienza, parassiti, miceti e batteri causano sintomi come perdita di pelo, prurito e pustole. Si possono inoltre notare forme di rogna demodettica e notoedrica, insolite nei gatti sani. Sono anche state segnalate infestazioni croniche da acari delle orecchie ed aggressive lesioni da tigna. È anche possibile riscontrare ascessi cronici. Malattie neurologiche: nei gatti con infezione da FIV si possono osservare cambiamenti nel comportamento, perdita dell’abitudine a non sporcare in casa e demenza. Questi sintomi possono essere causati direttamente da FIV o da infestazioni parassitarie (toxoplasmosi) e micotiche (criptococcosi) che si verificano molto spesso negli animali immunodepressi. Linfoadenopatia: i linfonodi nell’addome e in altre parti del corpo spesso si presentano ingrossati. Anemia: l’anemia si osseva approssimativamente in 1/3 dei gatti con infezione da FIV. Haemobartonella felis, un parassita dei globuli rossi, può essere il responsabile più comune di questa patologia. Neoplasia: i gatti con infezione da FIV sono 5 volte più predisposti di quelli non infetti allo sviluppo di linfomi e leucemia. La ragione di questo fatto è tuttora sconosciuta.

Nei gatti con infezione da FIV, la maggior parte delle indagini biochimiche risulta normale. Si possono riscontrare anemia e diminuzione nel numero di globuli bianchi nei gatti malati. Inoltre, nei gatti infetti si possono riscontrare livelli elevati di una particolare proteina, detta globulina.

L’infezione da FIV viene diagnosticata mediante test che individuano gli anticorpi che i gatti producono nei confronti di questo virus. Tali anticorpi sono di solito presenti 3-6 settimane dopo l’infezione.

Fiori di Bach

Fiori di Bach (tratto da www.gattolandia.com )

 

Anche i vostri animali sono capaci di avere un vasto campo di emozioni. Il loro scodinzolare felice, o il ritirarsi in un angolo sicuro, possono indicare come si sentono. Dobbiamo essere in grado di percepire le emozioni dei nostri animali, quando non stanno bene a livello emozionale, non stanno bene nemmeno fisicamente.

Uno dei rimedi per il benessere degli animali domestici e’ il Rescue Remedy.

Il Rescue Remedy e i fiori di Bach aiutano e rassicurano le emozioni e i comportamenti in un’ampia gamma di situazioni. E’ una miscela di cinque fiori di Bach.

Il Rescue Remedy può essere usato con un effetto calmante immediato in ogni situazione di stress, o quando hanno bisogno di aiuto se sopraffatti da una varietà’ di emozioni o di problemi comportamentali quali:

. Visite dal veterinario

. Paura di forti rumori

. Adattamento alla perdita del padrone o di compagni

. Stress dovuto a solitudine

· Shock o trauma o maltrattamenti

· Ansia quando si devono adattare a nuovi ambienti (nuova casa, cuccia, ecc.) e molto altro.

Il metodo più comune di usarlo è di aggiungere 4 gocce di Rescue Remedy o 2 gocce di ogni di singolo fiore di Bach nell’acqua.

Potete anche applicarlo direttamente nella bocca o spruzzato nel cibo. Oppure inumidendo il naso, le orecchie, le labbra o il palmo della zampa del gatto, lo assorbiranno leccandolo o direttamente attraverso la pelle.

Il Rescue Remedy è il rimedio più usato nelle situazioni di stress, ma anche tutti gli altri fiori possono essere somministrati ai vostri animali. I 38 fiori di Bach possono essere usati singolarmente o in combinazione fino a sei o sette rimedi. I fiori permetteranno un aiuto nell’equilibrio emotivo dei vostri animali, trasformandoli in animali più felici e più sani.

Se il gatto e’: Provate Sarà più:
Autoritario, prepotente Vine Cooperativo
Teso, nervoso Vervain Docile, rilassato
Impaurito dai temporali, dalle visite dal veterinario Mimulus Fiducioso
Geloso degli altri animali, o del bambino appena nato, aggressivo Holly Pronto a cooperare, compassionevole
Possessivo, territoriale Chicory Disinteressato, amorevole
Non ama star solo, vuole sempre qualcuno Heather Tranquillo, indipendente
Se deve esser lasciato per un periodo Red Chestnut Disponibile al distacco

Omeopatia

Omeopatia (tratto da www.gattolandia.com )

L’omeopatia rappresenta una valida alternativa ai farmaci tradizionali fornendo risultati ottimi e duraturi .

Come primo rimedio (perché se le cose peggiorano sarà necessario contattare il proprio veterinario di fiducia). Nei mesi freddi i gatti sono spesso colpiti da raffreddori contagiosi , la prima cosa da fare sarà isolare il micio ammalato ed evitare di farlo uscire per impedire che il malanno si trasformi in bronchite o polmonite. I sintomi principali : il gatto starnutisce ed ha occhi e naso gocciolanti, febbre quasi sempre assente e solitamente non perde l’appetito .

Se il malanno deriva da un repentino abbassamento di temperatura , al nostro amico può essere somministrato Aconitum 7 CH , una dose ogni 4 ore .

Se il ns. amico peloso non migliora e la perdita di liquido lacrimale è molto accentuata si può provare Valium Iodatum 4CH , 3 granuli ogni 2 ore, alternato a Belladonna 4CH .

Se invece non ha febbre ed solo dovuto al periodo freddo, Gelsium 5CH 3 volte al giorno.

Se presenta secrezioni dense (assumono un colore giallo-verde), è indicato il Mercurius Solub 4CH 3 volte al dì.

Con la bronchite , invece, il gatto presenta febbre, mal di gola, tosse, respiro ansante e, spesso, da perdita d’appetito . Se il problema è stato causato da un improvviso calo di temperatura, possono essere utili 5 granuli ogni 4 ore di Aconitum 15CH , qualora non si presentano miglioramenti nell’arco delle successive 12 ore significa che il prodotto non è sufficiente .

Se causa della bronchite è una prolungata esposizione all’umidità indicato è il Rhustox 4CH 3 granuli ogni 2 ore oppure, in caso di tosse secca o di persistente sete del micio , Bryonia 4CH . Nel trattamento della polmonite l’omeopatia ottiene i migliori risultati. All’inizio della malattia l’uso di Aconito 30 , ad intervalli di 1 ora per 3 dosi soltanto, è spesso in grado di bloccare la malattia.

Se ciò non bastasse , non producendo risultati nelle prime 12 ore, si può ricorrere a Bryonia 3CH , 10 gocce ogni 2 ore, alternata a Prospous 3Ch . Imporatante è che il gatto sia tenuto al caldo, in ambiente ben arieggiato e lontano da correnti d’aria, lasciandogli sempre a disposizione dell’acqua da bere.

Anche se questi rimedi possono essere efficaci, è sempre indispensabile il consulto e il parere di un veterinario.

Mali di Stagione

Il pelo semilungo del Maine Coon non richiede cure particolari, poiché è idrorepellente, cioè rivestito da una cuticola che lo impermeabilizza e protegge l’animale dalle intemperie, a causa di ciò si impedisce al pelo di annodarsi e infeltrirsi.

Il gatto riesce a liberarsi da solo dei peli morti e a mantenere il mantello in ordine e pulito. Durante il periodo della muta, lo si può aiutare con un cardatore, un paio di volte alla settimana.

Quando gli fate il bagno dovrete avere cura di asciugare molto bene il pelo. Il mantello idrorepellente tende a trattenere l’umidità, quindi una frettolosa asciugatura potrebbe essere causa di fastidiosi raffreddamenti.

I principali problemi di salute all’interno della razza Maine Coon riguardano la presenza di problemi genetici che tuttavia interessano generalmente soltanto una minoranza dei Maine Coon.
Tali problemi possono essere sradicati tramite selezione attenta da parte degli allevatori.
Nel Maine Coon, i problemi di salute ereditari più comuni sono la displasia dell’anca, il rene policistico o PKD e la cardiomiopatia ipertrofica o HCM. La HCM è una patologia del muscolo cardiaco che causa ipertrofia (crescita eccessiva) o dilatazione del cuore.
Un gatto affetto da HCM potrebbe non presentare alcun sintomo di debolezza né apatia per lungo tempo ma essere colpito improvvisamente da una tromboembolia iliaca causata dal distacco di un coagulo. Il PKD è una malattia che implica la presenza di cisti nei reni già alla nascita e, tipicamente, in entrambi i reni. Con la crescita del gatto, le cisti aumentano (fino a superare i 2cm).
Quando le cisti occupano troppo spazio nel rene, il tessuto normale fuoriesce e il rene non è in grado di funzionare normalmente. I primi sintomi compaiono tra i 3 e i 10 anni e, talora, anche prima.
Il rene policistico, quando diagnosticato, è incurabile, sebbene il micio, con opportune terapie e trattamenti continuativi, possa vivere ancora a lungo.

Con l’arrivo della stagione fredda i nostri gatti, come noi, possono essere soggetti ai diversi mali di stagione .

Salute

Riproduzione

La gatta ha il primo calore intorno ai 10 mesi, normalmente se non accoppiata ripete il calore ogni 20 giorni con cucciolate medie di 3-4 cuccioli per parto. Si consiglia di riprodurre la femmina dopo i 10 mesi e non oltre gli 8-9 anni di età. Il maschio può riprodursi a partire da 1 anno di età. Di solito la gatta non ha bisogno d’aiuto durante il parto anche se a volte è lei stessa a cercare il conforto della presenza del padrone. Anche se la gatta è autosufficiente,soprattutto al primo parto, occorre sorvegliarla durante il travaglio e la fase di nascita in modo da poter intervenire in caso di necessità . I cuccioli aprono gli occhi dai 5 ai 12 giorni e per circa 3/4 settimane si nutrono esclusivamente del latte materno. Durante lo svezzamento devono essere alimentati con cibi appositamente studiati per affrontare questa fase così delicata. Gli alimenti devono essere nutrienti e facilmente digeribili atti a consentire uno svezzamento graduale ed armonico.

Alla nascita il pelo sembra corto ma verso la 5/6 settimana il pelo comincia ad allungarsi e compaiono evidenti ciuffi di pelo tra le dita dei piedi e sulle orecchie.

Morfologia

Morfologia  (tratto dal sito ANFI  sezione Standard Maine Coon – www.anfitalia.it )

 

Aspetto generale e corpo

da medio a grande, le grandi orecchie fanno da cornice a un contorno della testa angoloso. Il corpo è lungo, rettangolare e muscoloso l’ossatura è solida, il petto è largo. Il collo è forte e muscoloso (specialmente nei maschi), le zampe sono forti e di media lunghezza, i piedi grandi e rotondi con ciuffi interdigitali.

Mantello

folto e corto sulla testa, sulle spalle e sulle zampe, si allunga sul dorso e sui fianchi. E’ apprezzata una folta gorgera. La tessitura del pelo è setosa, il mantello è corposo e cade con morbidezza è folto,liscio, impermeabile e leggermente oleoso. Il sottopelo è fine. Sono ammessi tutti i colori salvo il chocolat, lillas, cinnamon e faon.
Non è accettato i disegno point e il gene burmese. Tutte le quantità di bianco sono ammesse.

Coda

lunga almeno quanto la distanza tra la sua base e l’omero. Larga alla base e affusolata in punta con densità di pelo lungo e fluttuante.

Testa

media con contorni angolosi, il profilo presenta uno stop che gli attribuisce una leggera curva concava.
La fronte è leggermente bombata, le guance hanno zigomi alti e prominenti, naso di media lunghezza e il contorno del muso squadrato (si può sentire una netta differenza tra la zona mandibolare e gli zigomi). Mento fermo che forma una linea verticale con il labbro superiore e il naso.

Orecchie

grandi, larghe alla base, moderatamente appuntite con ciuffetti di pelo alla sommità e sul lato esterno dell’orecchio, sono piazzate alte sul cranio con una leggera curva verso l’esterno. La distanza tra le orecchie dovrebbe equivalere alla larghezza della base di un orecchio.

Occhi

grandi e ben aperti, luminosi e ben definiti, sono leggermente ovali ma non devono essere a mandorla. Sono piazzati un po’ obliqui verso la base esterna dell’orecchio. Tutti i colori degli occhi sono accettati senza alcuna correlazione con il colore del mantello.

Vita media

13/15 anni

Alimentazione

Mangia sia cibo fresco sia confezionato, poco alla volta, ma spesso. Il Maine Coon in modo particolare ama il pesce ma non bisogna esagerare perché questo porterebbe causare squilibri dietetici e possibili effetti carenziali. E’ opportuno fin da piccolo ,abituarlo a cibo ricco e variato. Il Maine coon non cerca il cibo con insistenza, ma se non viene pienamente soddisfatto sia nella qualità sia nella quantità cercherà di servirsi da solo, quindi non stupitevi se troverete ante aperte e casseruole scoperte!

Il cibo secco deve essere a disposizione sempre (ovviamente insieme all’acqua), mentre il cibo umido due o tre volte al giorno in base alle esigenze del micio.

Amano moltissimo giocare con l’acqua, quindi onde evitare di trovare ciotola vuota e acqua sul pavimento è consigliabile utilizzare la fontanella

Carattere

Si adatta molto bene alla vita da appartamento,ma ma non disdegna terrazzi e giardini a disposizione. Molto curioso e attivo,è equilibrato e ha un buon carattere. Indipendente, ma apprezza chi si prende cura di lui e si affeziona a tutta la famiglia.Il folto pelo che lo protegge non gli fa temere il freddo degli inverni.

E’ un abile cacciatore e si adatta molto bene alla vita con altri animali.

Nonostante la mole gigantesca possiede quella straordinaria agilità che solo i predatori possono avere,è grande e grosso ma svelto e agile come vero cacciatore.

I Maine Coon che vivono nei nostri salotti presentano,di conseguenza all’istinto innato alla caccia, vivacità e curiosità, accentuate attitudini al gioco e a tutti gli atteggiamenti atti a perfezionare le tecniche più sofisticate. La sua indole molto pacifica, il suo carattere gioviale e comunicativo lo rendono adatto alla convivenza con l’uomo con il quale instaura un rapporto paritetico.

Ama il suo padrone e lo segue senza problemi durante i suoi spostamenti con tutti mezzi (in auto,in aereo,in treno…..).